La Salita di Montallegro

Le Storie del Sentiero

Il sentiero che i rapallesi e i fedeli diretti al Santuario iniziarono a utilizzare, in alternativa alla ‘strada della Madonna’, aveva origine nei pressi della chiesa di San Francesco, alla foce del torrente omonimo, non lontano da una delle cinque porte di accesso al Borgo: oltre a quella di San Francesco, si poteva accedere al centro abitato attraverso quelle di Sant’Antonio, del Mulinetto, degli Orti e delle Saline. In un documento del 1629 Rapallo viene definito ‘borgo murato’ (ovvero dotato di mura), delimitato da due torrenti, il ‘Bogo’ (Boate) e il San Francesco, e da un sistema di mura verosimilmente coincidente con i muri delle case da una parte, verso i monti, e con il mare dall’altra. Alcune delle cinque porte sono identificabili ancora oggi: quella di Sant’Antonio, contigua all’omonimo ospedale (oggi sede del Municipio) fu demolita nel 1702 e riedificata non distante, all’incrocio delle strade che portavano alla chiesa e convento di Sant’Agostino e alla strada che collegava Rapallo alla Fontanabuona. A oriente del Borgo la porta di San Francesco conduceva verso Chiavari e quella più a settentrione, detta del Mulinetto, verso il passo della crocetta e l’‘Oltremonte’. Ad occidente, ricostruite a metà del XVI secolo sulle rovine di altre porte preesistenti, la porta degli Orti, attraverso cui passava la via Romana per Genova, e la porta delle Saline da cui partiva la strada per i borghi di Pagana, Santa Margherita e Portofino.

Dalla porta detta di San Francesco il sentiero risaliva la prima collina - ‘a riga di moin’ - fino alla chiesetta di San Bartolomeo. Di questo piccolo edificio religioso, edificato nel 1607 lungo il sentiero nel cuore del sestiere di Borzoli, e inizialmente intitolato ai santi Andrea e Bartolomeo, ricaviamo le prime notizie dalle seicentesche Memorie Istoriche di Giovanni Agostino Molfino, tra i primi e più famosi storiografi del santuario:

Per maggiormente inanimire i Pellegrini divoti, soliti frequentare il memorabil’ Tempio della Miracolosa Madonna di Mont’Allegro, con dar’ qualche riposo à Viandanti, per riparo insieme dalli rigori invernali, e caldi estivi; Nel camino del santo viaggio, dal Recinto di Rapallo sin’ alla Chiesa di detta Madonna (che saranno due miglia, e mezzo in circa), si sono gi à un’ pezzo f à dissegnate da Rapallini sei Capelle (con proporzionata distanza una dall’altra, per raddolcire à tutto potere il viaggio) che, compresa sudetta Chiesa principale, saranno sette, in memoria delle Sette Allegrezze, che gode la Regina de gli Angeli in Cielo: La Prima, sin del 1607. intitolata à Nostra Signora con Santi Andrea, e Bartolomeo; Una, si fabbrica in questo tempo, da intitolarsi (per quanto dicono) à Nostra Signora con S. Gio: Battista: Tr è altre, si van’ preparando: La Sesta del 1624. f ù eretta à Sant’Anna, che tiene in braccio Maria Vergine bambolina, sua dolcissima figlia: Restando, per Settima, et Ultima, assegnato il medesimo Tempio della Miracolosa Madonna.

Alla metà del Seicento, sul sentiero tra San Bartolomeo e Montallegro, gli abitanti di Rapallo avevano già edificato una cappella intitolata a Sant’Anna e avevano in desiderio la realizzazione di altri quattro edifici di culto, uno dei quali in costruzione negli anni in cui Molfino diede alle stampe la sua raccolta di memorie sul santuario mariano. Il progetto non riuscì a essere completamente attuato anche se alcuni ruderi, oggi presenti lungo il percorso, e due piccole cappelle lasciano immaginare gli sforzi e i tentativi fatti per arrivare a realizzare i sette edifici che avrebbero, nelle intenzioni dei rapallesi, contribuito ad alimentare il culto e la devozione delle sette allegrezze di Maria.

Superata la cappella di San Bartolomeo, il sentiero saliva fino all’edicola sacra edificata nel XVII secolo proprio dalla famiglia di Gio. Agostino Molfino e dedicata a San Gerolamo. Da qui si saliva ancora fino al nucleo di case del ‘Pellegrino’. Alla fine dell’Ottocento, lungo il sentiero nel tragitto tra la chiesa di San Bartolomeo e l’edicola intitolata a San Gerolamo, i figli del benefattore Antonio Figari fecero edificare una piccola cappella come ricordo del padre scomparso.

In uno dei più antichi disegni del golfo di Rapallo (“olim Golfo del Grifo”), realizzato da Giovanni Agostino Molfino nel 1688, è possibile distinguere chiaramente il percorso del sentiero dal borgo di Rapallo alla sommità del “Monte Leto”. Si tratta di una delle prime, se non la prima, mappa dei sentieri per Montallegro.

BENE DI INTERESSE CULTURALE

"in data 25.01.2013 il Circolo della Pulce presenta istanza al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo il quale emette provvedimento favorevole, firmato in data 12.12.2013, DECRETANDO che "il bene denominato Salita al Santuario di Montallegro è dichiarato di interesse culturale ai sensi dell'Art. 10 comma 1 del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 e sottoposto a tutte le disposizioni di tutela contenute nel decreto in quanto la salita, risalente nella sua configurazione attuale al secolo XVII costituisce un notevole esempio di percorso storico, realizzato secondo le tecniche della tradizione costruttiva locale, nonché importante testimonianza della storia civile e religiosa della città di Rapallo"... inoltre ritenendo " che la strada pedonale in oggetto ricalchi una viabilità medievale"... lo qualifica a rischio archeologico elevato richiamando le norme di tutela del D. Lgs. 22 gennaio 2004 n. 42 Codice dei Beni Culturali in particolare gli Artt. 28, 90, 91;" il 6 settembre 2014 in occasione dei festeggiamenti per l'ottenimento di tale vincolo le Poste Italiane su richiesta del C.d.P emettono Speciale Annullo Filatelico.

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