La Salita di Montallegro

Storie di quotidianità

Il sentiero principale che conduceva al santuario era molto trafficato durante tutto l’anno dai contadini e dai boscaioli che trasportavano legna e fieno dalle ‘ville’ al ‘borgo’, aiutandosi con muli o slitte in legno, realizzate dagli abitanti delle ville di San Bartolomeo e molto simili a quelle oggi adoperate sulla neve. Il passaggio continuo delle slitte spiega il motivo per cui l’acciottolato ancora presente oggi lungo il sentiero risulti chiaramente assai levigato.

Lungo il percorso, ancora nel XIX secolo, erano numerosi i luoghi attrezzati per la pausa e il ristoro. Tra questi alcune ‘osterie’ e ‘betole’ evidentemente molto frequentate durante le feste di luglio in onore della Madonna di Montallegro. In un documento storico si legge che il 1° luglio 1754 il Capitano di Rapallo, in occasione delle festività per l’apparizione della Madonna di Montallegro, si vedeva costretto a proibire a chiunque di:

fare osteria o sia betola della Cappella di S. Bartolomeo sino a Montallegro sotto pena di quattro scudi d’oro.

La pena si presume fosse molto severa allo scopo d’impedire ai fedeli di giungere al santuario in stato di ubriachezza, con la conseguente possibilità che potessero scoppiare risse e tumulti, avvenimenti non insoliti a quel tempo. Il desiderio delle autorità di evitare episodi incresciosi durante i festeggiamenti è confermato anche dal fatto che nei documenti dell’archivio storico comunale non è insolito trovare disposizioni delle autorità che, proprio a partire dalla fine del mese di giugno di ogni anno, proibivano il porto d’armi sul sentiero che collegava il centro abitato di Rapallo a Montallegro, dove evidentemente si concentrava il maggior numero di persone. Un documento dell’Archivio storico comunale, datato 30 giugno 1719, conferma e chiarisce meglio queste disposizioni.(foto in alto)

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